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Il 2025 che abbiamo percepito contro i dati che raccontano davvero

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Se mettiamo in fila aria, acqua e strada, il 2025 non è l'anno del "ce l'abbiamo fatta", è l'anno del "ci stiamo raccontando che va meglio". L'aria ufficialmente è quasi tutta dentro i limiti europei, ma resta sopra le soglie che servono davvero alla salute. L'acqua è tornata in molti bacini del Nord, mentre alcuni sistemi del Sud restano appesi ai bollettini di severità idrica dell'ISPRA, giorno per giorno. Sulle strade i morti calano, sì, ma tra motociclisti e chi lavora con gli autocarri il conto resta altissimo.

La domanda vera, alla fine del 2025, è semplice e fastidiosa: quello che abbiamo percepito quest'anno corrisponde ai dati o ci siamo fatti bastare la narrazione? Perché tra rapporti tecnici, comunicati stampa e conferenze stampa, l'Italia esce da questo anno con una certezza sola: le curve cominciano a piegarsi, ma la vita quotidiana di chi respira, guida, lavora e si sposta non ha ancora sentito quel cambio netto di passo che in molti hanno raccontato.

Il 2025 non è un anno di svolta. È un anno di transizione, dove le cose migliorano in superficie ma il vero cambio rimane sempre dietro l'angolo. Qualità dell'aria ancora critica, sicurezza stradale in progress, mercato automobilistico in crisi. L'Italia entra nel 2026 nella stessa posizione in cui ha passato il 2024: in movimento, ma lento.

Sulla qualità dell'aria Legambiente ha appena pubblicato il rapporto "Mal'aria di città 2025", e il quadro è quello che chiunque abiti in una città italiana già conosce. Napoli e Milano guidano la classifica con oltre duecento superamenti di limiti inquinanti l'una, il che significa che quasi ogni giorno c'è stato almeno un inquinante fuori controllo. Torino, Vicenza, Bergamo, Modena e Padova tutte sopra quota cento superamenti. Nel PM10, ben 25 capoluoghi di provincia hanno superato il limite massimo consentito. Frosinone sfiora i settanta giorni di sforamento, Milano sessantotto, Verona sessantaquattro. Per il 2030, quando arriveranno i nuovi limiti europei più stringenti, il 71% delle città italiane sarà fuorilegge. Non è migliorato nulla, è solo rimandato.

Per il biossido di azoto, causato principalmente dal traffico, nessuna città ha superato il limite attuale di 40 µg/m³ come media annua, ma Napoli e Palermo sono arrivate proprio a quel limite, Milano Como e Catania stanno a 32-33, Torino e Roma a 30-31. Il 45% delle città dovrà ridurre le emissioni di NO2 di oltre il 20% per stare nei nuovi limiti 2030. Napoli, Palermo e Milano hanno bisogno di tagli fino al 50%.

Sulla sicurezza stradale, il primo semestre 2025 porta notizie migliori. Nel periodo gennaio-giugno 2025 abbiamo avuto 82.344 incidenti con lesioni, 111.090 feriti e 1.310 decessi. Rispetto allo stesso periodo del 2024, gli incidenti sono calati dell'1,3%, i feriti dell'1,2%, i morti del 6,8%. Una vittima ogni tre ore e mezza, in media. Sulle strade urbane i morti scendono dell'8,4%, su quelle extraurbane del 7,1%. Ma sulle autostrade salgono del 4,4%. Cioè: meno morti in città, più morti dove si corre e dove un errore non te lo perdona nessuno.

Se mettiamo in fila aria, acqua e strada, il 2025 non è l'anno del "ce l'abbiamo fatta", è l'anno del "ci stiamo raccontando che va meglio". L'aria ufficialmente è quasi tutta dentro i limiti europei, ma resta sopra le soglie che servono davvero alla salute. L'acqua è tornata in molti bacini del Nord, mentre alcuni sistemi del Sud restano appesi ai bollettini di severità idrica dell'ISPRA, giorno per giorno. Sulle strade i morti calano, sì, ma tra motociclisti e chi lavora con gli autocarri il conto resta altissimo.

La domanda vera, alla fine del 2025, è semplice e fastidiosa: quello che abbiamo percepito quest'anno corrisponde ai dati o ci siamo fatti bastare la narrazione? Perché tra rapporti tecnici, comunicati stampa e conferenze stampa, l'Italia esce da questo anno con una certezza sola: le curve cominciano a piegarsi, ma la vita quotidiana di chi respira, guida, lavora e si sposta non ha ancora sentito quel cambio netto di passo che in molti hanno raccontato.

Il 2025 non è un anno di svolta. È un anno di transizione, dove le cose migliorano in superficie ma il vero cambio rimane sempre dietro l'angolo. Qualità dell'aria ancora critica, sicurezza stradale in progress, mercato automobilistico in crisi. L'Italia entra nel 2026 nella stessa posizione in cui ha passato il 2024: in movimento, ma lento.

Sulla qualità dell'aria Legambiente ha appena pubblicato il rapporto "Mal'aria di città 2025", e il quadro è quello che chiunque abiti in una città italiana già conosce. Napoli e Milano guidano la classifica con oltre duecento superamenti di limiti inquinanti l'una, il che significa che quasi ogni giorno c'è stato almeno un inquinante fuori controllo. Torino, Vicenza, Bergamo, Modena e Padova tutte sopra quota cento superamenti. Nel PM10, ben 25 capoluoghi di provincia hanno superato il limite massimo consentito. Frosinone sfiora i settanta giorni di sforamento, Milano sessantotto, Verona sessantaquattro. Per il 2030, quando arriveranno i nuovi limiti europei più stringenti, il 71% delle città italiane sarà fuorilegge. Non è migliorato nulla, è solo rimandato.

Per il biossido di azoto, causato principalmente dal traffico, nessuna città ha superato il limite attuale di 40 µg/m³ come media annua, ma Napoli e Palermo sono arrivate proprio a quel limite, Milano Como e Catania stanno a 32-33, Torino e Roma a 30-31. Il 45% delle città dovrà ridurre le emissioni di NO2 di oltre il 20% per stare nei nuovi limiti 2030. Napoli, Palermo e Milano hanno bisogno di tagli fino al 50%.

Sulla sicurezza stradale, il primo semestre 2025 porta notizie migliori. Nel periodo gennaio-giugno 2025 abbiamo avuto 82.344 incidenti con lesioni, 111.090 feriti e 1.310 decessi. Rispetto allo stesso periodo del 2024, gli incidenti sono calati dell'1,3%, i feriti dell'1,2%, i morti del 6,8%. Una vittima ogni tre ore e mezza, in media. Sulle strade urbane i morti scendono dell'8,4%, su quelle extraurbane del 7,1%. Ma sulle autostrade salgono del 4,4%. Cioè: meno morti in città, più morti dove si corre.

Guardando al 2019—l'anno di riferimento scelto dall'Europa per il programma "Road Safety Policy Framework 2021-2030"—nel primo semestre 2025 abbiamo il 14,6% di morti in meno, il 5% di feriti in meno, ma solo l'1,5% di incidenti in meno. L'Europa vuole dimezzare le vittime entro il 2030. Siamo al 14,6% del cammino. Mancano più di cinque anni e non siamo nemmeno a un terzo della strada.

Il mercato automobilistico continua la sua contrazione. Nel primo semestre 2025 i veicoli commerciali leggeri sono crollati dell'11,7%, gli autocarri del 13,3%, gli autobus addirittura del 25%. Solo i rimorchi e i semirimorchi sono in crescita, +7,8%. Il resto del mercato auto? Non abbiamo i dati completi del 2025, ma al ritmo del 2024 non andrà meglio. Nel primo semestre 2024 le immatricolazioni auto stavano su livelli stagnanti, e non c'è ragione di pensare che il secondo semestre abbia cambiato tendenza. La crisi dell'automotive europeo colpisce anche l'Italia, al quarto posto dei mercati continentali, dove sta da anni senza muoversi.

La mobilità complessiva? Nel primo semestre 2025 il traffico autostradale è aumentato solo dello 0,3%, per i veicoli leggeri +0,4%, per i pesanti praticamente fermo a -0,04%. Sulle strade extraurbane il traffico è rimasto pressoché invariato. Niente accelerazioni, niente crolli. L'Italia si muove come sempre, a bassa velocità, senza fretta di cambiare.

Cosa significano questi numeri? Che il 2025 è stato un anno di consolidamento, non di rottura. La qualità dell'aria rimane critica, con la prospettiva di un 2030 dove la maggior parte delle città italiane sarà in violazione di legge. La sicurezza stradale migliora in percentuale ma rimane ai livelli peggiori d'Europa. L'automotive soffre, i veicoli commerciali crollano, il traffico stagna. I governi hanno promesso transizione energetica, diritti, ambiente. Il 2025 dice che il movimento c'è, ma piccolissimo. Non è una sconfitta, non è nemmeno una vittoria. È il solito: l'Italia rimane.

Informazioni dati primo semestre 2025

Il rapporto di Legambiente "Mal'aria di città 2025", pubblicato il 18 dicembre, mostra un quadro persistente di inquinamento atmosferico. Napoli e Milano registrano oltre duecento superamenti di limiti inquinanti, Torino, Vicenza, Bergamo, Modena e Padova tutte sopra quota cento. Nel PM10, 25 capoluoghi di provincia hanno superato il limite massimo consentito di 35 giorni con concentrazioni superiori a 50 µg/m³: Frosinone 70 giorni di sforamento, Milano 68, Verona 66, Vicenza 64. Per il 2030, quando entreranno in vigore i nuovi limiti europei, il 71% delle città italiane sarà fuorilegge. Per il biossido di azoto, nessuna città ha superato i 40 µg/m³ ma Napoli e Palermo sono arrivate proprio a quel limite. Il 45% delle città dovrà ridurre le emissioni di NO2 di oltre il 20%, con Napoli, Palermo e Milano che hanno bisogno di tagli fino al 50%.

La sicurezza stradale nel primo semestre 2025 registra miglioramenti. Nel periodo gennaio-giugno 2025 si sono verificati 82.344 incidenti con lesioni, 111.090 feriti e 1.310 decessi. Rispetto al primo semestre 2024, gli incidenti sono calati dell'1,3%, i feriti dell'1,2%, i morti del 6,8%. In media, 455 incidenti, 614 feriti e 7 vittime ogni giorno. Sulle strade urbane i morti scendono dell'8,4%, su quelle extraurbane del 7,1%, ma sulle autostrade salgono del 4,4%. Rispetto al 2019, il calo dei decessi è del 14,6%, dei feriti del 5%, degli incidenti dell'1,5%. L'obiettivo europeo è dimezzare le vittime entro il 2030.

Il mercato automobilistico nel primo semestre 2025 mostra un'industria in difficoltà. I veicoli commerciali leggeri hanno registrato quasi 99.000 immatricolazioni, -11,7% rispetto al primo semestre 2024. Gli autocarri pesanti hanno contato 14.535 immatricolazioni, -13,3%. Il comparto degli autobus ha calo del 25%, mentre solo i rimorchi e i semirimorchi crescono a +7,8%. Nel periodo gennaio-giugno 2025, il traffico autostradale è aumentato dello 0,3%, con +0,4% per i veicoli leggeri e -0,04% per i pesanti. Sulle strade extraurbane principali il traffico è rimasto pressoché invariato.

Glossario

  • PM2,5 e PM10: sono il particolato fine e grossolano che entra negli apparati respiratori; sono i principali inquinanti dell'aria nelle città italiane.
  • NO₂ (biossido di azoto): inquinante causato soprattutto dal traffico veicolare; colpisce l'apparato respiratorio e favorisce malattie croniche.
  • Limite europeo 2030: nuovi standard più stringenti che entreranno in vigore tra cinque anni per avvicinarsi alle raccomandazioni OMS sulla qualità dell'aria.
  • Road Safety Policy Framework 2021-2030: programma europeo che ha l'obiettivo di ridurre del 50% le vittime e i feriti gravi sulle strade entro il 2030.

Legambiente — Mal'aria di città 2025 (18 dicembre 2025). https://www.legambiente.it (consultato 26.12.2025).

ACI-ISTAT — Primo semestre 2025 incidenti stradali (12 novembre 2025). https://aci.gov.it (consultato 26.12.2025).

SNPA — Qualità dell'aria 2025 (novembre 2025). https://www.snpambiente.it (consultato 26.12.2025).

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